Sarkozy vuole chiudere il G8 sventolando lo scalpo di Gheddafi

Bombardamenti martellanti su Tripoli, elicotteri da combattimento pronti all’azione e la minaccia appena velata di far fuori il colonnello libico: Nicolas Sarkozy ha imposto alla Nato un’accelerazione del conflitto in Libia, con il sogno inconfessato di chiudere il vertice del G8 a Deauville con lo scalpo di Muammar Gheddafi. A undici mesi dalle presidenziali Sarkozy ha bisogno di qualche successo sulla scena internazionale in grado di nascondere le difficoltà interne.
25 MAG 11
Ultimo aggiornamento: 00:48 | 22 AGO 20
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L’ambiziosa agenda della doppia presidenza francese del G8 e del G20 doveva servire a rilanciare la statura di Sarkozy: riforma del sistema monetario mondiale per porre fine all’egemonia del dollaro; regolazione antispeculazione dei mercati agricoli e delle materie prime; e una nuova governance mondiale per dare più peso alle potenze emergenti. Quattro mesi dopo il lancio del suo programma globale, il bilancio è magro. La presidenza francese ha ridimensionato gli obiettivi del vertice di oggi e domani. “Non rifaremo il mondo al G8”, spiega Henri Guaino, consigliere dell’Eliseo e “plume” di Sarkozy. “L’economia planetaria, la regolamentazione mondiale, la finanza, il clima riguardano il G20”, che si riunirà a Cannes in novembre. Secondo Guaino, il G8 serve soltanto a “coordinare l’azione dei paesi sviluppati”.
Per ora Sarkozy è riuscito a trascinare gli alleati occidentali nell’escalation della guerra in Libia. Il Regno Unito sta per inviare i suoi Apache, dopo che la Francia ha annunciato il dispiegamento di dodici elicotteri da combattimento per colpire obiettivi a terra con maggiore precisione. Martedì Tripoli è stata bombardata dai caccia della Nato come mai dall’inizio delle operazioni il 19 marzo. Ogni notte ricominciano gli attacchi contro cosiddetti “obiettivi militari”. Bab al Aziziyah, il quartier generale del colonnello, è stato centrato più volte, con vittime civili. “Occorre aumentare il ritmo delle operazioni affinché il frutto cada da solo”, ha spiegato un responsabile militare della Nato, augurandosi che entro “fine giugno, inizio luglio, Gheddafi sia caduto”.
Parigi continua a usare la motivazione umanitaria per giustificare l’escalation. “La nostra preoccupazione riguarda in particolare Tripoli”, dove gli uomini di Gheddafi fanno regnare “un clima di terrore sugli abitanti della città”, ha denunciato ieri il portavoce del Quai d’Orsay. Martedì la Nato ha compiuto 56 uscite contro obiettivi militari. Nella sola capitale sono stati colpiti un magazzino di veicoli blindati, un deposito di missili e un centro di comando e controllo. “Se Gheddafi si trova in un bunker preso di mira, tanto meglio”, ha detto al Monde un ufficiale militare francese. Secondo il ministro degli Esteri, Alain Juppé, occorre fare in modo che “l’intervento in Libia non duri oltre qualche mese”. Nel frattempo, Parigi sta cercando di organizzare una “conferenza nazionale che riunisca attorno al Consiglio nazionale di transizione libico tutti i partner della Nuova Libia”, ha detto Juppé. La Francia spera che l’intensificazione dei bombardamenti moltiplichi le defezioni nel regime.
La primavera araba sarà uno dei temi al centro delle discussioni tra i capi di stato e di governo del G8. Dopo aver sostenuto fino all’ultimo Ben Ali in Tunisia e Hosni Mubarak in Egitto, Sarkozy ha bisogno di ricostruirsi una credibilità nell’opinione pubblica araba. Il presidente francese ha invitato a Deauville i leader dei due governi provvisori, il tunisino Beji Caid el Sebsi e l’egiziano Essam Charaf, per firmare una partnership da diversi miliardi di dollari con il G8. Il programma di aiuti economici sarà allargato a Libia, Siria e Yemen, una volta che questi paesi avranno avviato la transizione. Sulla primavera araba, l’Eliseo assicura che “non ci sono voci discordanti” in seno al G8. In realtà, la Russia ha condannato l’intensificazione dei bombardamenti sulla Libia e rimane un alleato strategico della Siria.
In mancanza di progressi sostanziali sulle priorità economiche dell’agenda G20, a Deauville l’Eliseo intende tornare allo spirito del primo vertice del G6, a Rambouillet nel 1975: poche dichiarazioni ufficiali e molte discussioni informali. Per Sarkozy le urgenze sono precise: salvare lo sviluppo globale dell’industria nucleare, settore chiave per la Francia, e ottenere il sostegno del G8 per la candidata francese, Christine Lagarde, al vertice del Fondo monetario internazionale.